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Arte · Fede · Medioevo

San Pietro
in Vinculis

La chiesa parrocchiale di Sant'Angelo in Grotte e la sua sorprendente Cripta delle Opere di Misericordia: un luogo dove luce, pietra e affreschi medievali raccontano secoli di storia e di fede.

CategoriaChiesa e cripta affrescata
AffreschiScuola senese, fine XIV sec.
Ideale perArte, storia, spiritualità
CriptaVisita su richiesta

Il cuore di fede di Sant'Angelo in Grotte

Il culto per San Michele Arcangelo e la particolare conformazione del territorio che sovrasta la grotta furono i fattori che diedero origine all'insediamento di Sant'Angelo in Grotte, cresciuto attorno a una chiesa dedicata dapprima al Principe degli Arcangeli e in seguito al primo successore di Cristo, San Pietro.

Chi volesse immaginare l'aspetto della chiesa delle origini difficilmente lo riconoscerebbe nell'architettura attuale: l'edificio è il frutto di una lunga serie di trasformazioni e ampliamenti, conseguenza di incendi, distruzioni belliche, terremoti e dell'incuria degli uomini succedutisi nei secoli, fino all'ultima riedificazione nel 1700. Restaurata negli ultimi anni, oggi la chiesa appare armoniosa e piena di luce.

All'interno della chiesa

Subito dopo la porta d'ingresso, sulla destra, accoglie il visitatore una pregevole acquasantiera in pietra; poco oltre, nei pressi del presbiterio, si conserva un antico fonte battesimale. Nelle nicchie lungo le pareti troneggiano le statue dei Santi, tra cui spiccano, per pregio artistico, quelle lignee di San Michele Arcangelo e di San Giuseppe.

Al centro del presbiterio, sul trono addossato alla parete, è collocata la statua del santo titolare, San Pietro in Vinculis, ricavata da un grosso tronco di quercia. In cima all'abside la Crocifissione del pittore molisano Mario De Tollis cattura lo sguardo anche del visitatore più distratto, restituendo la drammaticità dell'evento con l'armonia dei colori e il rispetto della prospettiva. Sulla volta, come a rincorrersi, si susseguono altri capolavori pittorici: un paradiso da contemplare con il naso all'insù.

La Cripta delle Opere di Misericordia

Il "fuoco perenne" della chiesa è una modestissima cripta arricchita da sorprendenti affreschi: un autentico gioiello di arte, storia e fede, vanto di Sant'Angelo in Grotte. Vi si accede attraverso una scala collocata all'interno della chiesa, alla destra dell'entrata. Riscoperta casualmente nel 1960 durante alcuni lavori di ammodernamento, custodisce un ciclo pittorico di grande valore, in ottimo stato di conservazione, che riveste pareti e volte.

Sono affreschi della scuola senese, di piena arte medievale, databili alla fine del Trecento: in alcune scene si colgono reminiscenze delle raffigurazioni architettoniche di Giotto e di Lorenzetti. Negli ultimi anni sono stati oggetto di attenzione da parte di studiosi e artisti, molisani e stranieri. La cripta, oscura e di una rude bellezza medievale, custodisce il ciclo delle sette opere di misericordia corporale, motivo molto diffuso nel Medioevo.

L'intera narrazione per immagini diventa un percorso di purificazione attraverso la carità: la volta a botte è eloquente metafora del Regno dei Cieli, la Gerusalemme Celeste a cui conduce l'amore per il prossimo; nella parte inferiore delle pareti, invece, alcuni volti richiamano una sorta di inferno dantesco, girone di sofferenze e di pene. È un invito alla conversione, un richiamo ad aprire gli occhi e il cuore ai bisogni dei poveri e a spezzare il "panis caritatis".

«Ogni volta che avete fatto questo a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me.»

Le Sette Opere di Misericordia

Partendo dal fondo dell'ambiente e proseguendo lungo la parete destra e poi la sinistra, si svolgono le sette opere di misericordia corporale:

  • Dar da mangiare agli affamatiTre persone sedute sotto un portico mangiano, mentre da sinistra si avvicina l'ospite affamato.
  • Dar da bere agli assetatiUn androne a colonne incornicia la scena: un uomo beve da un caratteristico contenitore con becco, una donna offre da bere all'assetato.
  • Vestire gli ignudiLa scena più complessa: una donna si sveste per coprire un povero inginocchiato; in alto un angelo scende dal cielo con una pergamena — «ubi caritas… ibi deus adest».
  • Ospitare i pellegriniUna donna prende per mano l'ospite, a piedi nudi e con il sacco sulle spalle, invitandolo a entrare in casa.
  • Visitare gli infermiIn un ambiente cinto da piccole colonne, si fa visita al malato disteso, che tende la mano verso la bevanda offerta.
  • Visitare i carceratiLa prigione è una torre di pietre squadrate con finestra a sbarre; un uomo bussa alla porta con un recipiente per ristorare il carcerato.
  • Seppellire i mortiI defunti vengono sepolti presso una piccola cappella; accanto alla croce, un gruppo di monaci in preghiera.

Il ciclo si chiude con la veduta della città di Betlemme e l'immagine di un grande astro raggiante dal volto umano — forse la stella cometa — simbolo di vita, di luce e di eternità. In fondo alla cripta resta un piccolo altare in pietra, usato un tempo da chi vi partecipava alla celebrazione dell'Eucaristia.

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Mappa e indicazioni

La chiesa si trova nel borgo medievale di Sant'Angelo in Grotte. Usa la mappa per orientarti e avviare la navigazione da smartphone.

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