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Spiritualità · Natura · Leggenda

Grotta di
San Michele

Un santuario rupestre ricavato in una cavità naturale, dove uomo, natura e fede sembrano aver seguito un unico disegno. Meta di pellegrini tutto l'anno, custodisce il culto millenario dell'Arcangelo Michele.

CategoriaSantuario rupestre
Edificio attualeRiedificato nel 1890
CultoSan Michele Arcangelo
RiconoscimentoLuogo giubilare (2000)

Dove uomo, natura e fede si incontrano

Nel cuore del borgo di Sant'Angelo in Grotte, la Grotta di San Michele Arcangelo è un edificio sacro ricavato in una cavità naturale: un luogo dove la roccia, il verde e la spiritualità sembrano aver seguito un disegno perfetto. Quella che si ammira oggi è la chiesetta realizzata nel 1890 sulle vestigia di una più antica, meta di visitatori e pellegrini per l'intero arco dell'anno.

Sin dall'antichità la venerazione dell'Arcangelo seguiva una grande direttrice che univa Monte Sant'Angelo sul Gargano, Sant'Angelo in Grotte e il Mont Saint-Michel in Francia: cavalieri e guerrieri lo invocavano nelle loro imprese, e il culto si fece ancora più popolare durante le Crociate. Già il nome del paese rivela le sue lontane origini longobarde: dopo le apparizioni di San Michele sul Gargano (490–493), questo popolo, devotissimo all'Arcangelo, ne diffuse il culto, e la comunità eresse a luogo di preghiera una caverna esposta a oriente, sulle pendici dell'abitato. Per il Giubileo del 2000 la Grotta è stata inserita tra i luoghi giubilari come tappa di un itinerario penitenziale.

Michael, in ebraico Mikael: «chi come Dio» — il nome dell'Arcangelo, capo supremo delle schiere celesti.

L'esterno e l'accesso

All'esterno, tra i finestroni gotici, il verde dei lecci e dei cipressi si confonde con il campanile in pietra bianca, alla cui sommità quattro grandi aperture ad arco ospitano le campane. Poco distante, una piccola cavità calcarea custodisce la statua della Madonna di Lourdes, richiamo alla lotta quotidiana tra il bene e il male e invito alla preghiera. A destra e a sinistra della Grotta si erge una scalinata che i pellegrini salgono e scendono recitando la coroncina all'Arcangelo.

All'ingresso, due massicce porte in bronzo con pannelli ad altorilievo, finemente lavorati, dànno accesso al santuario:

  • La prima porta — di Urbano Buratti (scultore toscano)La più grande, divisa in quattro pannelli con episodi angelici dell'Antico Testamento: la Creazione, la lotta dell'Arcangelo contro il drago, il sacrificio di Isacco e la cacciata dal Paradiso.
  • La seconda porta — di Giuseppe Madonna (scultore abruzzese)Un unico grande pannello che raffigura varie categorie di persone nell'atto di entrare nella Grotta sotto la protezione dell'Arcangelo.

All'interno della Grotta

Superato l'ingresso si resta incantati: la roccia incavata, con fessure e stalattiti formate nel tempo dall'acqua che discende dalle pareti, riflette toni che vanno dal verde al rosa. Tutto, nella sua sobrietà, richiama una spiritualità profondamente interiorizzata. Le prime notizie storiche risalgono intorno all'800 d.C., quando la Grotta attrasse gli abitanti delle terre vicine dando vita al primo nucleo abitato.

Entrando si nota subito un "pozzo" nel quale si raccoglie l'acqua che stilla dalla viva roccia; accanto è collocata una vasca battesimale cilindrica in pietra, che reca sul bordo una scritta latina ormai indecifrabile. La statua dell'Arcangelo, di autore ignoto, lo raffigura come militare e guerriero vittorioso che calpesta il Diavolo in forma di mostro ripugnante: secondo la tradizione locale avrebbe sembianze femminili e perfino un nome, "Peppinella".

Il trono, in mattoni antichi, è stato progettato dall'architetto e studioso Franco Valente e realizzato da abili artigiani locali; lo circondano nove formelle in bronzo con altrettante scene angeliche tratte dall'Antico e dal Nuovo Testamento, mentre la mensa dell'altare poggia su un grande basamento di roccia locale. All'ingresso, in alto a sinistra, una piccola base in pietra sostiene un quadro di San Francesco pellegrino al Gargano nel 1216; sul pavimento è incisa una croce a forma di Tau, a ricordo del segno che il Poverello d'Assisi tracciò all'ingresso della Grotta garganica, ritenendosi indegno di entrarvi. Numerosi indizi storici lasciano pensare che Francesco, lungo il suo cammino verso Monte Sant'Angelo, abbia visitato anche questa Grotta del Molise.

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Mappa e indicazioni

La Grotta si trova nel centro storico di Sant'Angelo in Grotte. Usa la mappa per orientarti e avviare la navigazione da smartphone.

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