Un'antica fonte che racconta l'acqua del borgo
A pochi passi dalla chiesa principale, la Fonte Le Tre Cannelle è uno dei piccoli tesori di Santa Maria del Molise: un fontanile in muratura di pietra squadrata, con la sommità ad arco, alimentato da una delle scaturigini del paese. L'acqua sgorga da cannelle inserite in formelle scolpite, in un gesto antico che da secoli accompagna la vita della comunità e ne testimonia l'anima legata alle sorgenti.
Memoria romana: la Ninfa e il dio Fontus
La fontana, edificata in tempi recenti, custodisce però un'eredità ben più antica: è stata realizzata riutilizzando gli elementi recuperati da un'antica fonte romana ormai diruta. Sulle formelle scolpite si riconoscono ancora le figure originali — a sinistra la Ninfa, a destra la divinità Fontus e, al centro, un fiore di ninfea.
Non è un dettaglio casuale: i Romani dedicavano le fonti alle ninfe, raffigurandole accanto a divinità maschili come Fontus, Ermes o Pan e ai fiori di ninfea, pianta acquatica. A loro era dedicata persino una festa, i Fontinalia, la celebrazione delle fonti che si teneva in ottobre. Queste pietre, dunque, fanno della Tre Cannelle un piccolo ponte tra il presente del borgo e i suoi remoti culti dell'acqua.
I Fontinalia: l'antica festa romana delle fonti, celebrata in ottobre in onore delle ninfe delle acque.
Il lavatoio sul retro
Sul lato posteriore della fonte è stato recuperato l'antico lavatoio, coperto da una struttura a capanna in legno con manto in coppi. All'interno due vasche in pietra ricordano i tempi in cui qui si lavavano gli indumenti, mentre due aperture per lato lasciano filtrare la luce; la muratura è a pietra a vista all'interno e intonacata all'esterno. Un luogo semplice e autentico, oggi in buono stato di conservazione, che racconta la vita quotidiana di un tempo.