Il borgo sul crinale della montagna
Sant'Angelo in Grotte è un piccolo borgo medievale che si sviluppa lungo un unico asse stradale: dall'antico campanile-porta fino al belvedere, dove, dall'alto dei suoi quasi mille metri, lo sguardo si apre sulla pianura sottostante. Passeggiare per le sue vie è piacevole e poco faticoso, perché le strade principali corrono sul crinale della montagna, tra case in pietra ben tenute e scorci che si aprono all'improvviso sul paesaggio.
Lungo il percorso non mancano le tracce di un passato remoto: figure scolpite nella pietra — un leone che trattiene un agnello tra gli artigli, tre teste di leone sulla torre quadrangolare — che richiamano antiche dominazioni e una storia stratificata nei secoli.
Il centro storico
Varcato l'arco della torre, inizia la strada del rione antico, fiancheggiata da case con portali in pietra e vicoletti suggestivi. A metà del Corso, sulla facciata di una di queste case, una scultura in pietra color ambra corrosa dal tempo cattura lo sguardo: opera espressiva di valenti scalpellini molisani, raffigura una leonessa che allatta due cuccioli e, feroce in volto, stringe tra i denti il collo di un uomo inginocchiato — immagine potente di una terra a lungo contesa.
Poco oltre sorge lo storico Edificio Municipale: fino al 21 settembre 1955 — anno del trasferimento a Santa Maria del Molise — qui ebbe sede il Comune di Sant'Angelo in Grotte. Vicino al belvedere si trova anche la chiesetta di Nostra Signora del Sacro Cuore, edificata nel 1873 per iniziativa dei fedeli: a una sola navata, custodisce la statua di Sant'Antonio, che reca incastonata sul petto la reliquia di un ossicino del Santo proveniente da Padova.
La torre campanaria
Al termine di Piazza Colonna si erge, improvvisa, la torre campanaria: massiccia, di forma quadrangolare e risalente al 1500, ricorda quella della Cattedrale di Isernia. È divisa in due piani — al primo si accede dalla scala interna alla chiesa parrocchiale, al secondo quattro grandi aperture ad arco ospitano le campane, la maggiore delle quali pesa tredici quintali. Dalla facciata rivolta al Matese sporgono tre teste di leone scolpite nella pietra dura del luogo, dall'aria minacciosa verso chi si accinge a varcare l'arco medievale. Una scritta, sotto l'arco, ricorda Pietro Celestino V — papa, eremita e santo — al centro di un'affascinante ipotesi che vorrebbe proprio qui i suoi natali.
Piazza Colonna, il "balcone del Molise"
Largo Garibaldi, conosciuto da tutti come Piazza Colonna, è il cuore del paese e teatro delle principali manifestazioni culturali ed enogastronomiche. Vi si conservano un obelisco di granito del Settecento, "Il Mercante" — la colonna alla quale un tempo venivano legati gli inadempienti — e, sulla parete di un edificio, una meridiana con il motto Horas Tibi Serenas. Da qui la vista spazia sulla valle di Bojano e sul massiccio del Matese, fino a scorgere il Castello Monforte di Campobasso: non a caso il luogo è chiamato "il balcone del Molise".
«Horas Tibi Serenas» — che io possa sempre segnare per voi ore liete.
Viale San Michele e il Muro dei Santi
Sant'Angelo in Grotte non è soltanto una delle mete più suggestive del Molise, ma anche un luogo di fede e pellegrinaggio. All'esterno del Santuario, il Parco di San Michele offre un'area verde attrezzata con zona pic-nic e il Monumento all'emigrante, dedicato ai tanti santangiolesi nel mondo. Dalla Grotta si raggiunge il centro abitato, a Largo Santa Barbara, percorrendo Viale San Michele: lungo il suo muro in pietra si aprono numerose nicchie con le statue dei Santi cari alla tradizione locale, il cosiddetto Muro dei Santi.